Comunicato stampaCon cortese richiesta di pubblicazione TEATRO COMUNALE DI MONFALCONE – STAGIONE 2009-2010Vita di Galileo, con Franco Branciaroli, inaugura la Stagione di Prosa del Comunale di Monfalcone (19-20 ottobre 2009) L’inaugurazione della Stagione di Prosa 2009-2010 del Comunale di Monfalcone, in programma lunedì 19 e martedì 20 ottobre, è affidata al vigoroso talento di Franco Branciaroli, protagonista di Vita di Galileo, lo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia insieme al Teatro de Gli Incamminati. Opera fra le più profonde di Bertolt Brecht, Vita di Galileo è un ritratto coraggioso e dissonante di Galileo, genio assoluto ma anche uomo fragile, capace di cedere all’istinto, che il regista Antonio Calenda mette in scena in uno spettacolo di grande forza, fra i maggiori successi delle ultime stagioni, che induce a riflettere sul conflitto, di assoluta attualità, fra scienza e potere. L’uomo e il senso di responsabilità, la ricerca e l’etica: si sviluppa fra questi cardini l’opera composta da Brecht fra il 1938 e il 1943 e rielaborata in almeno tre distinte riprese. Sorta di “testamento spirituale” del grande drammaturgo, sia sul piano del lavoro teatrale che su quello del contenuto morale, il dramma ripercorre la vita del grande scienziato pisano dai tempi dell’insegnamento a Padova fino agli ultimi anni vissuti forzatamente in “ritiro” a Firenze, sotto la sorveglianza della Santa Inquisizione: un’esistenza densa di entusiasmi, affermazioni, intuizioni e sconfitte.
La rivelazione più clamorosa riguarda il Modello Copernicano: non è Galileo ad intuirlo per primo ma per primo riesce a dimostrarlo scientificamente, proprio grazie all’uso di quel telescopio di cui si era impropriamente attribuito l’invenzione. Le conseguenze di tale dimostrazione sono dirompenti: la Chiesa non è disposta ad abbandonare la teoria tolemaica del geocentrismo, l’Inquisizione processa Galileo e gli pone una scelta fra le più laceranti. Restare fedele a se stesso e sacrificare la vita alla scienza oppure salvarsi, abiurando le teorie rivoluzionarie? Lo scienziato decide per la salvezza.
Se nella prima edizione del dramma Brecht sembra scorgere in ciò il tentativo di continuare segretamente a servire la scienza e la ricerca, nelle rielaborazioni successive appare invece sempre più determinato a condannare la codardia con cui il suo protagonista sottomette la scienza alla politica. “Non credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell’esistenza umana, – scrive Brecht nelle sue note all’opera – se gli uomini di scienza non reagiscono all’intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre ed ogni nuova macchina non sarà che fonte di nuove tribolazioni per l’uomo”. Scrive Antonio Calenda nelle sue note di regia: “Per comprendere a fondo il senso e le peculiarità di questo testo, è necessario risalire alle grandi motivazioni per cui fu creato, alle riflessioni e agli eventi che spinsero Brecht ad elaborarlo in certe direzioni. Impossibile non correlare l’ultima definitiva versione di Vita di Galileo (in cui l’autore condanna l’abiura del protagonista) con l’atteggiamento di certi scienziati a lui coevi, che proprio in quegli anni si erano resi indirettamente colpevoli del disastro di Hiroshima, mettendo a disposizione di uomini comuni e della politica di potenza i loro studi sulla scissione dell’atomo. [...] Brecht ci ha donato un testo presago, turbato dall’intuizione dei disastri che l’uso distorto della scienza avrebbe procurato all’umanità: oggi siamo noi quell’umanità. È nostro il mondo che trema davanti alla pervicacia dell’Iran nell’uso indiscriminato del nucleare, nostro l’incubo della clonazione, nostre le nazioni che – per seguire la logica dell’interesse e del consumo proprie del capitalismo – rischiano la distruzione del pianeta, disattendendo al protocollo di Kioto”. La prevendita dei biglietti per Vita di Galileo ha inizio lunedì 12 ottobre; il primo giorno di prevendita è riservato ai possessori di CARD il MIO Teatro.
I biglietti possono essere acquistati presso: Biglietteria del Teatro (tel. 0481 790 470), Ticketpoint di Trieste, Libreria Antonini di Gorizia, ERT di Udine e on line sul sito www.greenticket.it.
Continua, inoltre, la sottoscrizione di nuovi abbonamenti e la vendita di CARD il MIO Teatro.Lunedì 19, martedì 20 ottobre 2009 ore 20.45
Franco Branciaroli inVita di Galileodi Bertolt Brechtregia di Antonio CalendaTeatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia / Teatro de Gli Incamminati
[in allegato: Franco Branciaroli in una scena dello spettacolo]
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